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Significato e storia

Cerimonia del tè

La cerimonia del tè, cha no yu 茶の湯

La cerimonia del tè, cha no yu (o sadō 茶道, letto anche chadō), è il modo di preparare e bere questa bevanda, in maniera da creare uno stato di calma e serenità in tutti coloro che partecipano al rito.
Una completa cerimonia del tè eseguita secondo le regole, comporta un pasto (chakaiseki 茶懐石)  e due offerte di tè  (koicha 濃茶 tè verde in polvere forte e usucha 薄茶, tè verde in polvere leggero);  dura circa quattro ore, durante le quali il padrone di casa impegna tutto se stesso nel creare un'occasione di godimento estetico, intellettuale e fisico, e di pace per lo spirito per gli invitati.  



Il giardino è uno degli elementi importanti della cerimonia del tè; molto sobrio e semplice, deve richiamare l'idea di un paesaggio naturale, in cui non si avverta l'intervento dell'uomo e ha il compito di preparare gli ospiti al rito, infondendo loro pace e tranquillità.
La stanza da tè, solitamente molto piccola, è anch'essa sobria e quasi priva di arredamento. Sono sempre presenti il tokonoma 床の間 (nicchia) con una composizione floreale (chabana 茶 花) e una pittura o una rappresentazione calligrafica appese alla parete. Gli utensili sono semplici, spesso grezzi, e più che essere belli, devono armonizzare con il resto dell'ambiente.
Sotto la loro influenza e quella di altre importanti scuole, la cerimonia del tè viene oggi insegnata in tutto il mondo, mentre in Giappone, sia gli uomini che le donne la praticano come prezioso sistema per giungere ad una sorta di autocontrollo rispetto agli eventi della vita.

La storia della cerimonia del tè

Il tè fu importato dalla Cina nel corso di uno dei periodi di apertura del Giappone, ma il suo uso non ebbe grande sviluppo, finché scomparve dopo il X secolo.
Fu grazie al sacerdote buddista Myōan Eisai 明菴栄西 (1141-1215) che nel XII secolo questa bevanda conobbe un'improvvisa diffusione in tutto l'arcipelago. Recatosi in Cina per studiare la dottrina zen 禅, Eisai portò con sé al suo ritorno i semi del tè e ne iniziò la coltivazione.
Nobili e famiglie di alto rango usavano tuttavia la bevanda come medicamento e, nei monasteri, come mezzo per rimanere svegli durante la meditazione. Attorno al XIV secolo l'uso di bere il tè si allargò alla classe samuraica e iniziò a diffondersi tra il clero buddista come cerimonia solenne, arte rituale, dalle regole precise e dai canoni estetici fissati, che venivano tramandati da maestro a discepolo.
Lo shōgun 将軍 (capo del governo militare) Ashikaga Yoshimitsu 足利 義満 (1358-1408) e Ashikaga Yoshimasa 足利 義政 (1435-1490), che furono grandi mecenati, ospitarono spesso alla loro corte maestri di cha no yu, che innalzarono il rito a eccezionali livelli di raffinatezza e eleganza. Ben presto le riunioni per la degustazione di questa bevanda si trasformarono in lussuose feste che si svolgevano in ambienti raffinati, abbelliti da preziosi ornamenti.
Durante queste feste venivano offerti cibi ricercati e gli invitati dovevano riconoscere la provenienza delle diverse qualità di tè. Chi indovinava riceveva in premio qualche oggetto prezioso, scelto tra quelli che abbellivano le sale. In questo modo, però, si finiva per sprecare enormi patrimoni. Vennero allora stabilite delle norme e fu creata la casa da tè (chashitsu 茶室): un piccolo edificio semplicissimo, situato in un angolo remoto dei bellissimi e discreti giardini che circondavano le dimore giapponesi, dove il tè veniva servito seguendo un preciso e rigoroso cerimoniale.



Il maestro del tè che perfezionò il rituale fu Sen no Rikyū 千利休 (1522-1591). Figlio di un ricco mercante, la sua formazione culturale lo portò in contatto con le cerimonie del tè dei ricchi, ma il suo interesse maggiore divenne il modo in cui i monaci si accostavano al rituale del tè come espressione dei principi dello zen per apprezzare il sacro nella vita di ogni giorno.
Rikyū tolse ogni cosa non essenziale della sala da tè e dallo stile di preparazione e sviluppò un rituale nel quale mancava qualsiasi gesto inutile o oggetto superfluo. Dopo di lui il rito del cha no yu rimase pressoché invariato fino all'era Meiji (1868-1912).
Dopo la morte di Rikyū, suo nipote e più tardi tre pronipoti portarono avanti lo stile del tè Rikyū e nacquero anche nuove scuole più sofisticate. Quando nel Giappone dell'era moderna (iniziata nel 1868) fu abolita la classe guerriera, le donne divennero le principali specialiste della cerimonia del tè. Le più grandi scuole di tè oggi sono la Omotesenke 表千家, la Urasenke 裏千家 e la Mushakōjisenke 武者小路千家, fondate dai pronipoti di Rikyū.

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