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Proiezione del film: Fukushame il Giappone perduto


Il 21 marzo 2013 a poco più di 2 anni dal terremoto e dallo tsunami (津波) che hanno colpito le regioni nord orientali del Giappone, la nostra Associazione ha organizzato un evento-cinema a scopo di beneficienza. Il ricavato di questo evento è stato devoluto alle popolazioni del Giappone Nord Orientale colpite dalla tragedia dell’11 marzo 2011. La somma è stata portata direttamente in Giappone presso la sede della Croce Rossa Giapponese (日本赤十字社 Nihon sekijūjisha) sede di Tokyo, dalla direttrice della AIDM (Accademia Internazionale di Musica), che ha ospitato la proiezione, signora Michiko Inoue.
La cifra raccolta è stata di €135, pari a ¥15.880. Qui sotto la ricevuta del versamento.

Grazie a tutti coloro che sono intervenuti con prontezza, sensibilità e generosità.



Il film che abbiamo proiettato si intitola: “Fukushame il Giappone perduto”, un film nuovo, uscito nelle sale il 23 gennaio scorso, opera del regista Alessandro Tesei, giovane fotoreporter italiano e di una piccola casa di produzione cinematografica di Milano chiamata “Teatro Primo Studio”. È un film-documentario girato nella cosiddetta “No Go Zone”, una zona di restrizione di 20 km di diametro, fatta evacuare dal governo giapponese immediatamente dopo il danneggiamento della centrale nucleare di Fukushima, in seguito allo tsunami, e che ha provocato un rilascio ingente di particelle radioattive. Il film è una sorta di viaggio all’interno di questa zona, tuttora interdetta, dove le uniche forme di vita che si incontrano sono gli animali abbandonati, lasciati da famiglie a cui è stato vietato di tornare a riprenderli.
A 2 anni dal disastro, la situazione non è migliorata di molto. I lavori di bonifica dalle radiazioni e di ricostruzione delle città distrutte stanno procedendo a rilento. Nella zona colpita dal disastro decine di migliaia di persone abitano in case temporanee, in attesa di una nuova sistemazione. Tutto questo sta provocando una perdita di fiducia nella popolazione che ha portato molti ad allontanarsi e a non tornare più. Secondo il quotidiano giapponese Asahi Shimbun sono oltre 72 mila le persone delle tre prefetture (Fukushima, Miyagi e Iwate) colpite più duramente dal terremoto e dallo tsunami che non hanno intenzione di tornare. Per la maggior parte sono giovani con meno di 40 anni: molte giovani famiglie sono emigrate altrove per paura delle radiazioni, per la mancanza di lavoro, di servizi e infrastrutture.
Dopo la proiezione è stato offerto un tè dalla sala da tè
Fiorditè di Roma.

Qui sotto i ringraziamenti alla nostra Associazione da parte della Croce Rossa Giapponese.


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