Motte kimasu - Tondorosso

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Motte kimasu

Cultura > Lingua giapponese

Motte kimasu 持ってきます Te lo porto

Un giorno il signor Bianchi chiese alla signorina Yoshida, che lavora con lui nella stessa ditta, di raccontargli qualcosa sul teatro kabuki (歌舞伎) ed ella si offrì di mostrargli un libro che aveva e disse:

Ashita motte kimasu あした 持ってきます。 (Te lo porterò domani).

Il giorno dopo ella portò il libro e lo fece vedere al signor Bianchi, ma egli aveva ancora alcune domande alle quali la collega non sapeva rispondere. La signorina Yoshida spiegò che suo fratello avrebbe potuto facilmente rispondere a quelle domande e allora il signor Bianchi disse:

Ja, kondo otōto san wo motte kite kudasai. じゃ、今度 弟さんを もってきてください。 (Allora, la prossima volta, porta tuo fratello).

Tutti scoppiarono a ridere e la signorina Yoshida disse che era la più bella battuta che avesse mai sentito. Tuttavia, il signor Bianchi non aveva avuto intenzione di fare una battuta. Aveva semplicemente tradotto la parola italiana "portare" con il verbo motte kuru. Esiste in giapponese una distinzione tra i verbi iru いる e aru ある (entrambi "esserci", "c'è-ci sono").

Il verbo iru si usa per gli esseri viventi (o meglio per la vita animale: persone e animali) mentre il verbo aru si usa per le cose inanimate (o meglio vita non-animale: oggetti, piante, animali morti); per esempio, hito ga imasu 人がいます significa "c'è una persona" e hon ga arimasu 本があります si usa per "c'è un libro".

Il verbo motte kuru 持ってくる (portare, lett. vengo e porto) si usa per portare cose inanimate come libri, mentre tsurete kuru 連れてくる si usa per portare persone o altri esseri viventi. Nessuno avrebbe riso se Paolo Bianchi avesse detto:

Otōto san wo tsurete kite kudasai. 弟さんを 連れてきてください。 (Porta tuo fratello).

Vediamo nel dettaglio la distinzione nell'uso dei 2 verbi:

Motte kuru 持ってくる dà l'idea di portare qualcosa in mano o in braccio e perciò si usa nel caso di esseri inanimati (oggetti, piante) ma anche per animali di piccole dimensioni, come pesci rossi o uccelli.

Tsurete kuru 連れてくる, invece, dà l'idea di portare qualcuno che ti cammina affianco e perciò si usa SEMPRE per le persone (neonati, bambini, adulti) ma anche per animali più grandi come cani, gatti etc. Sembra che tsurete kuru presupponga che l'oggetto dell'azione sia capace di movimento, guidato dalla persona che compie l'azione di portare.


Kaban wo motte imasu. かばんを持っています。 Ho/porto la borsa
Kodomo wo tsurete kimasu. 子どもを連れてきます。 Porto mia/o figlia/o (lett. Vengo e porto mia/o figlia/o).



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